LA FRANA DI NISCEMI GRIDA VENDETTA

Siciliani Liberi 21-02-2026, 11:36

Se lo Stato italiano rispettasse gli articoli 36 e 37 dello Statuto Siciliano, la Sicilia avrebbe le risorse per mettere in sicurezza ogni singolo costone franoso dell’isola.

Il Parlamento italiano, non solo scarica sulla sola Regione i ristori, ma nega persino la sospensione dei tributi; sospensione che in buona parte pagherebbe la Regione, ma lo Stato non vuole rinunciare a un centesimo. La Sicilia, ancora una volta, è figlia di nessuno. I Siciliani non sono cittadini italiani. A Niscemi, è vero, si è consumata una tragedia con radici antiche. C’è la natura, il territorio strutturalmente fragile, nessuno nei primi del 1600 poteva prevedere, certo. Ma le frane nel tempo c’erano state, e cosa si è fatto per mettere in sicurezza il territorio? Quali le spese infrastrutturali, il consolidamento, il rimboschimento? E di chi la colpa? Non difendiamo l’imbelle e corrotta classe politica di collaborazionisti regionali, interessata solo al piccolo cabotaggio dei favori, ma per noi questo è l’ennesimo frutto avvelenato del Colonialismo Italiano sulla Sicilia.

L’Italia ha regalato, a pochi chilometri, agli USA un pezzo di Sicilia, facendo mettere al presidente della Regione pro tempore solo una firma di facciata (“dica al Presidente che la questione per gli USA è ‘non negoziabile’ “ leggiamo sui giornali di qualche giorno fa), Gli USA sarebbero stati disposti a pagare bene per quel pezzo di terra. Per noi, sia chiaro, la Sicilia non è in vendita (neanche in minima parte) e siamo da sempre contrari al MUOS che ci rende di fatto un obiettivo militare strategico e mette a rischio la salute dei siciliani e tutto l’ecosistema circostante, ma se quel pezzo di terra fosse stato concesso a peso d’oro, oggi avremmo avuto tutto quello che serviva per mettere a posto tutto il territorio dell’hinterland niscemese.

Che fare ora? La regione continuerà a non ascoltare le richieste dei sindaci? Chi pagherà, se potrà essere pagato, il disastro? Chi darà sollievo a famiglie e imprese distrutte? Chi metterà in sicuro ciò che resta di Niscemi? Al solito l’opinione pubblica italiana ci è in maggioranza aliena e ostile. La Commissione ricusa persino un leggero ristoro sui tributi da pagare ai malcapitati. Ancora una volta, la Sicilia viene trattata come un avamposto strategico da sfruttare in tempo di pace (o per le guerre altrui) e come un peso da scaricare in tempo di tragedia. Fatti nostri, dicono. Sì, fatti nostri. E la Regione deve certo fare la propria parte. Ma una Regione derubata dallo Stato italiano non può considerarci “cittadini a convenienza”.

Di fronte alle grandi calamità, come certamente questa, finché siamo cittadini italiani, lo Stato italiano DEVE fare la propria parte, o, se non è degno della Sicilia, andarsene! Il Fondo di Solidarietà Nazionale per gli investimenti infrastrutturali non funziona più dal lontano 1990 e l’obbligo è stato aggirato da un’Italia a noi nemica. Lo Stato continua a trattenersi illegittimamente la maggior parte del gettito IVA e tutte le imposte indirette. Dimostri almeno ora di farsi carico delle emergenze umanitarie. Ci dia ciò che ci spetta. Se lo Stato italiano rispettasse gli articoli 36 e 37 dello Statuto Siciliano, la Sicilia avrebbe le risorse per mettere in sicurezza ogni singolo costone franoso dell’isola. Non segni un’altra vergogna, come quella del terremoto di Messina del 1908, quando gli aiuti vennero dalla Russia e non dall’Italia. E i Siciliani si ribellino, e si rifiutino per sempre di votare i partiti italiani, se questi si rifiutano di considerarli cittadini a pieno titolo.

https://www.sicilianiliberi.org/2026/02/20/la-frana-di-niscemi-grida-vendetta/

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