Comuni e autonomia: la sfida di domani
Union Valdôtaine 10-05-2026, 10:56

Il 2026 segna un anniversario significativo per la Valle d’Aosta: ottant’anni dalla ricostituzione di numerosi comuni che, ancora oggi, rappresentano l’assetto amministrativo dei nostri enti locali. Una scelta che ha contribuito a rafforzare la presenza istituzionale e a dare forma a una regione unica nel suo genere, profondamente federalista e legata alle sue comunità locali.
Oggi, tuttavia, questa struttura torna al centro del dibattito pubblico con una domanda ricorrente: ha ancora senso mantenere 74 comuni?
In Valle d’Aosta questa domanda non può essere affrontata con gli stessi parametri utilizzati altrove. I nostri comuni non sono soltanto entità amministrative, sono presidi di comunità e strumenti fondamentali per la gestione di un territorio montano complesso e fragile, dal punto di vista idrogeologico ma anche sociale. Ridurre il tema a una logica esclusivamente numerica rischia di non cogliere la specificità della nostra Regione.
La sfida del futuro sarà garantire la sostenibilità e l’efficacia dei nostri enti non attraverso accorpamenti, ma attraverso una sempre maggiore capacità di collaborare stabilmente. Una modernizzazione amministrativa in cui valorizzare la condivisione dei servizi e la gestione associata delle funzioni con l’obiettivo di semplificare i processi e migliorare qualità ed efficienza.
L’attrattività della forza lavoro dovrà necessariamente passare da un ripensamento delle modalità di reclutamento, con concorsi più inclusivi e adeguati alle reali esigenze dei comuni. Sarà necessario prevedere percorsi di carriera più accessibili, lineari e motivanti per i dipendenti pubblici.
La sussidiarietà dei nostri comuni può essere garantita solo attraverso una certezza delle risorse, in un rapporto di reciproco rispetto e fiducia con la Regione, a partire da una definizione chiara e stabile delle risorse di finanza locale.
Il valore dell’autonomia si misura proprio nella capacità di adattare le istituzioni al territorio, non nel semplificarlo fino a snaturarlo. Difendere i 74 comuni non è conservatorismo: è scegliere da che parte stare. Dalla parte dei territori, delle comunità e di un’autonomia che vive solo se resta vicina alle persone.
Alexandre Bertolin
https://www.unionvaldotaine.org/comuni-e-autonomia-la-sfida-di-domani/
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