Ciclone Harry: l’indifferenza dopo la tempesta

Siciliani Liberi 23-01-2026, 11:39

Nei giorni 20 e 21 gennaio, il ciclone Harry si è abbattuto su Calabria, Sardegna e sulle coste della Sicilia orientale, con gravi ripercussioni soprattutto nelle province di Catania e Messina. Mentre il resto del Paese sembrava voltarsi dall’altra parte, alcune strade costiere sono andate distrutte e si registrano gravi danni alle abitazioni colpite dal vento intenso e dalla violenza del mare, con onde che hanno superato i 7 metri di altezza.

Il disastro non ha risparmiato le nostre amate isole: a Lipari, Salina e in tutto l’arcipelago delle Eolie, la furia degli elementi ha flagellato i porti e isolato i cittadini, mentre a Pantelleria e Lampedusa il vento ha divelto tetti e infrastrutture, lasciando ferite profonde nel cuore del Mediterraneo.

Le immagini apocalittiche hanno fatto il giro del web grazie a video e foto scattate dai residenti, unici testimoni di un disastro che altrove viene ignorato. La Sicilia è letteralmente in ginocchio, con interi paesi devastati, ma per il sistema dell’informazione sembra quasi che l’isola non faccia parte dell’Italia. È un silenzio assordante che pesa quanto i detriti lasciati dal fango.

Dov’è l’attenzione che questa emergenza merita?

Era dovere degli organi di informazione nazionali garantire una copertura mediatica costante e titoli d’apertura dedicati al nostro territorio, proprio come accade per ogni altra regione italiana. Era dovere delle istituzioni, Schifani in primis, dichiarare immediatamente lo stato di calamità e attivare un fondo di soccorso per le famiglie e per le comunità delle nostre amate isole — da Vulcano a Ustica — che oggi hanno perso tutto.

Invece, oltre al silenzio, dobbiamo subire anche la beffa delle briciole e dei ritardi. Mentre i nostri paesi sono ancora sommersi, il Ministro Musumeci annuncia con trionfalismo lo stanziamento di circa 6 milioni di euro. Peccato che si tratti di fondi che arrivano ora per danni risalenti addirittura a novembre 2024 e all’inizio del 2025. È una vergogna inaccettabile: ci presentano come “nuovi aiuti” dei rimborsi dovuti da anni, ignorando totalmente la catastrofe attuale.

Persistono solo silenzio e abbandono. Siamo ancora una volta trattati come una regione di serie B, dimenticati da uno Stato che si ricorda di noi solo per denigrarci o quando c’è da prendere e mai quando c’è bisogno d’aiuto.

Davanti a questo vuoto di solidarietà nazionale, davanti all’indifferenza imperdonabile delle istituzioni verso i siciliani, le parole sull’unità del Paese a noi suonano ridicole e ancora una volta la scelta indipendentista si rivela l’unica alternativa possibile.

https://www.sicilianiliberi.org/2026/01/22/ciclone-harry-lindifferenza-dopo-la-tempesta/

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