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<title>Siciliani Liberi - Sapienti sat</title>
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<title>IL FEDERALISMO FISCALE “A TRASI E NESCI”</title>
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<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 16:05:20 +0000</pubDate>
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<title>LA FRANA DI NISCEMI GRIDA VENDETTA</title>
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<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 11:36:48 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div><img width="960" height="535" src="https://www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/8128C3DA-7653-46B4-8C26-BDC4C071DBA7.png" alt="" itemprop="image" srcset="https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/8128C3DA-7653-46B4-8C26-BDC4C071DBA7.png?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/8128C3DA-7653-46B4-8C26-BDC4C071DBA7.png?resize=300%2C167&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/8128C3DA-7653-46B4-8C26-BDC4C071DBA7.png?resize=768%2C428&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px"></div> <div> <div itemprop="articleBody"> <p><b><i>Se lo Stato italiano rispettasse gli articoli 36 e 37 dello Statuto Siciliano, la Sicilia avrebbe le risorse per mettere in sicurezza ogni singolo costone franoso dell’isola.</i></b></p> <p>Il Parlamento italiano, non solo scarica sulla sola Regione i ristori, ma nega persino la sospensione dei tributi; sospensione che in buona parte pagherebbe la Regione, ma lo Stato non vuole rinunciare a un centesimo. La Sicilia, ancora una volta, è figlia di nessuno. I Siciliani non sono cittadini italiani. A Niscemi, è vero, si è consumata una tragedia con radici antiche. C’è la natura, il territorio strutturalmente fragile, nessuno nei primi del 1600 poteva prevedere, certo. Ma le frane nel tempo c’erano state, e cosa si è fatto per mettere in sicurezza il territorio? Quali le spese infrastrutturali, il consolidamento, il rimboschimento? E di chi la colpa? Non difendiamo l’imbelle e corrotta classe politica di collaborazionisti regionali, interessata solo al piccolo cabotaggio dei favori, ma per noi questo è l’ennesimo frutto avvelenato del <i><b>Colonialismo Italiano</b></i> sulla Sicilia.</p> <p>L’Italia ha regalato, a pochi chilometri, agli USA un pezzo di Sicilia, facendo mettere al presidente della Regione pro tempore solo una firma di facciata (“dica al Presidente che la questione per gli USA è ‘non negoziabile’ “ leggiamo sui giornali di qualche giorno fa), Gli USA sarebbero stati disposti a pagare bene per quel pezzo di terra. Per noi, sia chiaro, la Sicilia non è in vendita (neanche in minima parte) e siamo da sempre contrari al MUOS che ci rende di fatto un obiettivo militare strategico e mette a rischio la salute dei siciliani e tutto l’ecosistema circostante, ma se quel pezzo di terra fosse stato concesso a peso d’oro, oggi avremmo avuto tutto quello che serviva per mettere a posto tutto il territorio dell’hinterland niscemese.</p> <p>Che fare ora? La regione continuerà a non ascoltare le richieste dei sindaci? Chi pagherà, se potrà essere pagato, il disastro? Chi darà sollievo a famiglie e imprese distrutte? Chi metterà in sicuro ciò che resta di Niscemi? Al solito l’opinione pubblica italiana ci è in maggioranza aliena e ostile. La Commissione ricusa persino un leggero ristoro sui tributi da pagare ai malcapitati. Ancora una volta, la Sicilia viene trattata come un avamposto strategico da sfruttare in tempo di pace (o per le guerre altrui) e come un peso da scaricare in tempo di tragedia. Fatti nostri, dicono. Sì, fatti nostri. E la Regione deve certo fare la propria parte. Ma una Regione derubata dallo Stato italiano non può considerarci “cittadini a convenienza”.</p> <p>Di fronte alle grandi calamità, come certamente questa, finché siamo cittadini italiani, lo Stato italiano DEVE fare la propria parte, o, se non è degno della Sicilia, andarsene! Il Fondo di Solidarietà Nazionale per gli investimenti infrastrutturali non funziona più dal lontano 1990 e l’obbligo è stato aggirato da un’Italia a noi nemica. Lo Stato continua a trattenersi illegittimamente la maggior parte del gettito IVA e tutte le imposte indirette. Dimostri almeno ora di farsi carico delle emergenze umanitarie. Ci dia ciò che ci spetta. <b><i>Se lo Stato italiano rispettasse gli articoli 36 e 37 dello Statuto Siciliano, la Sicilia avrebbe le risorse per mettere in sicurezza ogni singolo costone franoso dell’isola.</i></b> Non segni un’altra vergogna, come quella del terremoto di Messina del 1908, quando gli aiuti vennero dalla Russia e non dall’Italia. E i Siciliani si ribellino, e si rifiutino per sempre di votare i partiti italiani, se questi si rifiutano di considerarli cittadini a pieno titolo.</p> <p><a href="https://www.sicilianiliberi.org/2026/02/20/la-frana-di-niscemi-grida-vendetta/" rel="external noopener">https://www.sicilianiliberi.org/2026/02/20/la-frana-di-niscemi-grida-vendetta/</a></p> </div> </div>]]></content:encoded>
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<title>Siciliani Liberi è vicina alla città di Niscemi</title>
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<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 11:08:03 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div><img width="960" height="535" src="https://www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/2BE704F4-3B46-44F3-B7E8-39F9B73BF24C.jpeg" alt="" itemprop="image" srcset="https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/2BE704F4-3B46-44F3-B7E8-39F9B73BF24C.jpeg?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/2BE704F4-3B46-44F3-B7E8-39F9B73BF24C.jpeg?resize=300%2C167&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/02/2BE704F4-3B46-44F3-B7E8-39F9B73BF24C.jpeg?resize=768%2C428&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px"></div> <div> <div itemprop="articleBody"> <p><b>Siciliani Liberi è vicina alla città di Niscemi</b>, dove una terribile frana – aggravata dalla furia del Ciclone Harry – ha causato l’evacuazione di mille cittadini dalle loro abitazioni, strappandoli al loro diritto primario costruito con il frutto di una vita di duro lavoro. Niscemi è un territorio che basa la sua economia principalmente sull’agricoltura e il ciclone ha devastato le coltivazioni di carciofi, creando al comparto danni incalcolabili che non sappiamo se riceveranno mai ristoro.</p> <p>​È come se non bastasse la tragedia che nella nostra isola si diverte a tessere le sue trame aiutata dalle istituzioni, una frana mette in pericolo e isola l’intero paese. Il problema non è affatto una novità: ci chiediamo se fosse davvero necessario arrivare a una frana con un dislivello di dieci metri per accorgerci del problema e per ricordarci che la Sicilia ha anche un entroterra. La Protezione Civile arriva per constatare un disastro ampiamente preannunciato a causa delle caratteristiche del territorio e per l’incuria nella gestione degli interventi di messa in sicurezza. Siciliani Liberi ritiene che la salvaguardia del suolo, pur non generando un “dividendo politico” immediato, debba essere una priorità assoluta. Questa volta non ci sono state vittime, ma la prossima potremmo non essere così fortunati.</p> <p>​I territori interni della nostra isola sono abituati all’assenza istituzionale, soprattutto dello Stato. Le strade sono dissestate ovunque e la loro manutenzione è spesso dovuta a privati di buona volontà o a sindaci illuminati ma con competenze limitate, costretti a pietire aiuto dalle istituzioni per poi vedere le tasche dei propri cittadini svuotate dalla pressione fiscale di un governo incapace. Bisogna denunciare con forza che questa fragilità non è casuale: sono proprio le risorse sottratte alla Sicilia a impedire la messa in sicurezza del territorio. Un sistema-Stato che, violando Statuto e Costituzione, priva i siciliani delle loro risorse economiche: tema, questo, carissimo a Siciliani Liberi.</p> <p>​Discorso diverso vale per il MUOS, situato nella sughereta di Niscemi, che invece viene costantemente messo al sicuro con imponenti lavori di consolidamento. Due pesi e due misure nello stesso territorio.</p> <p>​Questo movimento ha un legame affettivo profondo con questa cittadina; siamo vicini a chi rischia di restare senza casa e ai lavoratori colpiti dal ciclone. Siamo stati al loro fianco nelle lotte contro il MUOS per difendere il diritto alla pace e alla salute. Restiamo consapevoli della nostra responsabilità nel perseguire l’indipendenza di questa Isola: una terra che non viene punita dalla natura, ma dall’assenza di un governo che ha deciso che la Sicilia e i siciliani siano solo risorse da sfruttare.</p> <p>​Ad oggi, nonostante il disastro, non risulta ancora alcuna delibera di Stato di Emergenza Nazionale per i fatti di questi giorni. Ma avvertiamo: non accetteremo che, quando arriverà, si riveli l’ennesimo fallimento speculare allo “Stato di Emergenza Idrica”. In quel caso, oltre ai proclami, non è stata riparata una sola conduttura colabrodo, lasciando i cittadini nel disagio e le responsabilità nel limbo. Niscemi non ha bisogno di commissari straordinari per gestire le macerie, ma di fondi certi per fermare il fango e ricostruire. Ogni ulteriore ritardo non farà che confermare la totale assenza di dignità della dirigenza attuale.</p> <p><a href="https://www.sicilianiliberi.org/2026/02/03/siciliani-liberi-e-vicina-alla-citta-di-niscemi/" rel="external noopener">https://www.sicilianiliberi.org/2026/02/03/siciliani-liberi-e-vicina-alla-citta-di-niscemi/</a></p> </div> </div>]]></content:encoded>
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<title>Ciclone Harry: l’indifferenza dopo la tempesta</title>
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<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 11:39:16 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div><img width="960" height="535" src="https://www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/482161B4-FDDC-4536-9144-A0616ED245B2.png" alt="" itemprop="image" srcset="https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/482161B4-FDDC-4536-9144-A0616ED245B2.png?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/482161B4-FDDC-4536-9144-A0616ED245B2.png?resize=300%2C167&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/482161B4-FDDC-4536-9144-A0616ED245B2.png?resize=768%2C428&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px"></div> <div> <div itemprop="articleBody"> <p>Nei giorni 20 e 21 gennaio, il ciclone Harry si è abbattuto su Calabria, Sardegna e sulle coste della Sicilia orientale, con gravi ripercussioni soprattutto nelle province di Catania e Messina. Mentre il resto del Paese sembrava voltarsi dall’altra parte, alcune strade costiere sono andate distrutte e si registrano gravi danni alle abitazioni colpite dal vento intenso e dalla violenza del mare, con onde che hanno superato i 7 metri di altezza.</p> <p>Il disastro non ha risparmiato le nostre amate isole: a Lipari, Salina e in tutto l’arcipelago delle Eolie, la furia degli elementi ha flagellato i porti e isolato i cittadini, mentre a Pantelleria e Lampedusa il vento ha divelto tetti e infrastrutture, lasciando ferite profonde nel cuore del Mediterraneo.</p> <p>Le immagini apocalittiche hanno fatto il giro del web grazie a video e foto scattate dai residenti, unici testimoni di un disastro che altrove viene ignorato. La Sicilia è letteralmente in ginocchio, con interi paesi devastati, ma per il sistema dell’informazione sembra quasi che l’isola non faccia parte dell’Italia. È un silenzio assordante che pesa quanto i detriti lasciati dal fango.</p> <p>Dov’è l’attenzione che questa emergenza merita?</p> <p>Era dovere degli organi di informazione nazionali garantire una copertura mediatica costante e titoli d’apertura dedicati al nostro territorio, proprio come accade per ogni altra regione italiana. Era dovere delle istituzioni, Schifani in primis, dichiarare immediatamente lo stato di calamità e attivare un fondo di soccorso per le famiglie e per le comunità delle nostre amate isole — da Vulcano a Ustica — che oggi hanno perso tutto.</p> <p>Invece, oltre al silenzio, dobbiamo subire anche la beffa delle briciole e dei ritardi. Mentre i nostri paesi sono ancora sommersi, il Ministro Musumeci annuncia con trionfalismo lo stanziamento di circa 6 milioni di euro. Peccato che si tratti di fondi che arrivano ora per danni risalenti addirittura a novembre 2024 e all’inizio del 2025. È una vergogna inaccettabile: ci presentano come “nuovi aiuti” dei rimborsi dovuti da anni, ignorando totalmente la catastrofe attuale.</p> <p>Persistono solo silenzio e abbandono. Siamo ancora una volta trattati come una regione di serie B, dimenticati da uno Stato che si ricorda di noi solo per denigrarci o quando c’è da prendere e mai quando c’è bisogno d’aiuto.</p> <p>Davanti a questo vuoto di solidarietà nazionale, davanti all’indifferenza imperdonabile delle istituzioni verso i siciliani, le parole sull’unità del Paese a noi suonano ridicole e ancora una volta la scelta indipendentista si rivela l’unica alternativa possibile.</p> <p><a href="https://www.sicilianiliberi.org/2026/01/22/ciclone-harry-lindifferenza-dopo-la-tempesta/" rel="external noopener">https://www.sicilianiliberi.org/2026/01/22/ciclone-harry-lindifferenza-dopo-la-tempesta/</a></p> </div> </div>]]></content:encoded>
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<title>LA SICILIA NON È UN LABORATORIO PER ESPERIMENTI MEDIATICI</title>
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<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 08:10:14 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div><img width="960" height="535" src="https://www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/DBE571F1-EAF0-43E5-9279-F44ED525D0D5.png" alt="" itemprop="image" srcset="https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/DBE571F1-EAF0-43E5-9279-F44ED525D0D5.png?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/DBE571F1-EAF0-43E5-9279-F44ED525D0D5.png?resize=300%2C167&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.sicilianiliberi.org/wp-content/uploads/2026/01/DBE571F1-EAF0-43E5-9279-F44ED525D0D5.png?resize=768%2C428&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px"></div> <div> <div itemprop="articleBody"> <p>A <i>Piazzapulita</i> è andato in scena il solito “tiro mediatico al piccione” contro la Sicilia e le sue istituzioni. Noi di Siciliani Liberi siamo i primi a denunciare la pessima qualità dell’attuale classe politica al potere — una casta che vorremmo sostituire domani stesso — ma non accettiamo che si organizzi un attacco orchestrato utilizzando la scorretta tecnica dell’<b>agente “sotto copertura” provocatore</b> per umiliare la dignità della nostra terra.</p> <p>​L’onorevole, che per l’occasione potremmo ribattezzare con il tesserino da agente speciale <b>“James Ismaele La Vanderia”</b>, ha presentato un emendamento alla legge finanziaria basato sul nulla, parlando di fantomatici “ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale”. Si tratta di puro burocratese che ha impegnato un milione di euro dei contribuenti siciliani per uno scopo inesistente. È bene precisare, a differenza di quanto affermato erroneamente dal conduttore Formigli, che non si tratta di “soldi degli italiani”, ma nello specifico di <b>risorse siciliane destinate ai siciliani</b>. Giocare con questi fondi significa sottrarre ossigeno a servizi e infrastrutture dell’Isola per un tornaconto d’immagine personale.</p> <p>​Ma c’è di più. Secondo esperti come il prof. Gaetano Armao e l’assessore Alessandro Dagnino, non siamo davanti a una goliardata. <b>Ingannare il Parlamento e gli uffici tecnici attestando finalità inesistenti configura una responsabilità contabile gravissima.</b> L’agente “La Vanderia” è d’altronde già <b>recidivo</b> nella mortificazione dell’elettorato: non dimentichiamo quando usò la propria candidatura a Sindaco di Palermo come mezzo per promuovere il suo film. Oggi il copione si ripete, ma con l’aggravante di aver indotto l’amministrazione a un atto illegittimo che ora richiederà ulteriore tempo e soldi pubblici per essere abrogato.</p> <p>​Sia chiaro: <b>non c’è alcuna differenza tra chi architetta l’inganno e chi lo subisce per ignavia.</b> La Vardera è esattamente come tutti gli altri politici che siedono in quell’aula: da una parte chi svilisce le istituzioni con emendamenti-beffa, dall’altra chi vota senza leggere per pigrizia o logiche di sottopotere. Questa pratica di inserire emendamenti “last minute” o “omnibus” nelle leggi di bilancio è purtroppo un cancro comune sia al Parlamento siciliano che a quello nazionale italiano. Si tratta di una strategia antidemocratica che riduce la trasparenza, limita il dibattito e favorisce norme “di favore” poco scrutinate.</p> <p>​Se in Sicilia il problema appare amplificato dalla maggiore discrezionalità data dall’autonomia, a Roma non sono da meno con i maxi-emendamenti su cui viene posta la fiducia per strozzare il confronto. È una questione che riguarda la pessima qualità della democrazia rappresentativa a tutti i livelli istituzionali. Persino il Presidente Galvagno, che era stato avvertito della messinscena, ha abdicato al suo ruolo di garante, trasformando l’aula parlamentare in un set televisivo a uso e consumo delle emittenti romane. Mentre Formigli insultava i siciliani parlando di “mantenuti”, l’agente sotto copertura taceva per non rovinare lo share.</p> <p>​Invece di risolvere i problemi drammatici del territorio, si preferisce fare “le Iene” in sede istituzionale. Questo è un insulto a chi fatica ogni giorno per la Sicilia. Chi usa l’Assemblea Regionale come un palcoscenico per i propri secondi fini, dimostrando un totale disprezzo per la verità degli atti pubblici, dovrebbe trarne le conseguenze: se il suo lavoro è fare il giornalista d’assalto, si dimetta e lasci il posto a chi ha davvero a cuore il bene comune.</p> <p>​Per quanto riguarda quel milione di euro, la norma dovrà essere abrogata d’urgenza. Ma l’effetto boomerang resta: una ferita alla dignità delle nostre istituzioni e l’ennesima prova di un ascarismo culturale che preferisce il dileggio mediatico alla costruzione di una Sicilia libera, seria e autorevole.</p> <p><a href="https://www.sicilianiliberi.org/2026/01/17/la-sicilia-non-e-un-laboratorio-per-esperimenti-mediatici/" rel="external noopener">https://www.sicilianiliberi.org/2026/01/17/la-sicilia-non-e-un-laboratorio-per-esperimenti-mediatici/</a></p> </div> </div>]]></content:encoded>
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