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<title>Patto per l&#039;Autonomia - Sapienti sat</title>
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<title>Il diritto all&#039;istruzione e la crisi demografica. Giovedì 4 giugno incontro organizzato dal Passo Giusto</title>
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<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:18:46 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div>A settembre entreranno a scuola i bambini e le bambine nati nel 2020. Le statistiche dicono che in quell’anno sono nati circa un terzo in meno dei nati nel decennio precedente. La crisi demografica è già realtà e colpisce in modo diverso città, aree interne e territori montani.</div> <div></div> <div>In Carnia questo significa interrogarsi sul futuro della scuola. Ci si dovrà confrontare con la riduzione di classi, l’accorpamento di sedi, la diminuzione degli istituti superiori, una maggiore distanza fra le comunità, i Comuni e le autonomie scolastiche.</div> <div></div> <div>A cascata i problemi per le famiglie: orari e servizi, distanze e trasporti, costi e scelte formative e, in prospettiva, anche lavorative.</div> <div></div> <div>Infine le scelte del mondo della scuola, meno alunni e maggior approfondimento? quale concorrenza “compatibile” fra istituti per le nuove iscrizioni? E ancora: quale destino o altro utilizzo degli edifici scolastici dismessi?</div> <div></div> <div>Il Passo Giusto ha organizzato un incontro incentrato sulla demografia in Carnia, sugli scenari prevedibili e previsti, e per invitare a una pianificazione delle decisioni che deve iniziare al più presto e coinvolgere le comunità locali.</div> <div></div> <div><img src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t1d/2/16/1f4c5.png" loading="lazy" alt="📅" width="16" height="16"> giovedì 4 giugno<br><img src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t36/2/16/23f1.png" loading="lazy" alt="⏱️" width="16" height="16"> ore 17.30<br><img src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tcc/2/16/1f4cd.png" loading="lazy" alt="📍" width="16" height="16"> Tolmezzo, Albergo Roma – piazza XX Settembre</div> <div></div> <div>Introduce:<br><b>Denis Baron</b>, Direttivo Patto per l’Autonomia per l’Alto Friuli</div> <div></div> <div>Intervengono:<br><b>Paolo Ermano</b>, economista, docente dell’Università di Udine e co-autore di La montagna friulana tra crisi demografica e ipotesi di ripresa<br><b>Piervincenzo Di Terlizzi</b>, dirigente scolastico</div> <div></div> <div>Conclusioni:<br><b>Flavia Virgilio</b>, dirigente scolastica</div> <div></div> <div><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/55/il%20diritto%201-559ad963.png" alt=""></div> <div></div> <div><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2058-il-diritto-allistruzione" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2058-il-diritto-allistruzione</a></div>]]></content:encoded>
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<title>Assemblea pubblica sull’acqua bene comune mercoledì 10 giugno a Trieste</title>
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<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:43:14 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">A 15 anni dal referendum sull’acqua pubblica, il voto di milioni di cittadini continua a restare inascoltato. Anche se il 94% delle persone si era espresso per l’acqua bene comune, a Trieste il servizio idrico è ancora gestito da una società privata (unico caso in Regione). Intanto le bollette sono sempre più care: oggi l’acqua a Trieste costa il 75% in più rispetto a Udine, ma la rete idrica perde il 42% dell’acqua che trasporta.</p> <p dir="ltr">La scadenza della concessione del servizio idrico nel 2027 rappresenta un’occasione storica per far tornare pubblico il servizio. È da più di un anno che Adesso Trieste chiede di istituire una commissione comunale speciale per andare in questa direzione, mentre la maggioranza continua ad evitare di esprimersi chiaramente sul tema. Ricordiamoci che la prossima concessione durerà ben 18 anni, quindi se vogliamo davvero far ridiventare pubblico il servizio, questo è il momento di farci sentire.</p> <p dir="ltr">A Trieste la bolletta è aumentata del 50% negli ultimi otto anni. Acegas Aps Amga si giustifica dicendo che dipende dalla conformazione del territorio, ma in altre città simili i rincari non sono stati così elevati: a Napoli, dove il servizio è interamente pubblico, nello stesso periodo la bolletta è cresciuta solo del 2%!</p> <p dir="ltr">E non dimentichiamoci che gli investimenti sulle infrastrutture sono spesso pagati con risorse pubbliche: dal depuratore di Servola ai progetti per la terza linea dell’acquedotto. Anche se i benefici vanno poi nei bilanci delle aziende private.</p> <p dir="ltr">Per questo con <a href="https://adessotrieste.eu/" target="_blank" rel="noopener external">Adesso Trieste</a> abbiamo organizzato un’assemblea pubblica per parlare di trasparenza, gestione pubblica, investimenti e diritto universale all’accesso all’acqua.</p> <p dir="ltr">📅 mercoledì 10 giugno<br>⏱️ ore 18<br>📍 Trieste, via Genova 12, sala della Comunità serbo-ortodossa</p> <p dir="ltr">Interventi di:</p> <p dir="ltr"><b>Tommaso Fattori</b>, promotore dei referendum per l’acqua bene comune e organizzatore del Forum Sociale Europeo e del Klimaforum</p> <p dir="ltr"><b>Giulia Massolino</b>, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia</p> <p dir="ltr"><b>Riccardo Laterza</b>, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale</p> <p><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/images/Acqua_assemblea.png" alt=""></p> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2059-assemblea-pubblica-sullacqua" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2059-assemblea-pubblica-sullacqua</a></p>]]></content:encoded>
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<title>La specialità regionale fra crisi economica e opportunità. Venerdì 22 maggio incontro a Udine promosso da Il Passo Giusto e Associazione Norberto Bobbio</title>
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<pubDate>Fri, 22 May 2026 11:59:52 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<p>In un contesto segnato da crisi economiche, trasformazioni produttive e transizione ecologica, la specialità regionale rappresenta insieme una sfida e una leva di sviluppo. Come rafforzare l’autonomia per trasformare le crisi in nuove possibilità per il territorio? Se ne parlerà nel corso dell’<b>incontro</b><b>“Per una buona autonomia. La specialità regionale fra crisi economica e opportunità” in programma domani, venerdì 22 maggio, alle ore 16.30, a Udine</b>, nella Torre di Santa Maria, in via Zanon 24, che vedrà la <b>partecipazione di</b><b>rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, cooperativo e culturale</b>per discutere insieme quale autonomia serva oggi alla nostra terra.</p> <p>L’iniziativa, a ingresso libero, è <b>promossa da Il Passo Giusto e Associazione Norberto Bobbio,</b> con il patrocinio di Regione Friuli-Venezia Giulia, Comune di Udine e Università degli Studi di Udine.</p> <p>Dopo i saluti iniziali del sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, di Lodovico Sonego, dell’associazione Norberto Bobbio, ed Elia Mioni, direttore della rivista Il Passo Giusto, interverranno – moderati dal giornalista Rossano Cattivello – <b>Elena D’Orlando</b>, presidente della Commissione Paritetica Stato-Regione; <b>Roberto Pinter</b>, già vicepresidente della Provincia di Trento; <b>Michela Vogrig</b>, presidente di Legacoop FVG; <b>Luca Ceccarelli</b>, di Ceccarelli Group.</p> <p>«È urgente riflettere su come utilizzare in modo dinamico e moderno la nostra specialità regionale, rafforzando la partecipazione delle comunità alle scelte sul proprio futuro – afferma Elia Mioni, direttore de Il Passo Giusto –. L’autonomia speciale del Friuli-Venezia Giulia deve diventare la capacità concreta di dare risposte più efficaci, innovative e vicine ai territori rispetto a quelle dello Stato, affrontando le grandi sfide economiche, sociali e ambientali del nostro tempo».</p> <p>«Il Parlamento ha appena approvato modifiche allo Statuto del Trentino-Alto Adige/Südtirol che rafforzano i poteri autonomistici della vicina Regione. Un bel passo avanti. Nulla di tutto ciò in Friuli-Venezia Giulia nelle recenti modifiche statutarie. Giusto allora chiedere allo Stato le stesse cose già concesse alla vicina Regione alpina per rinforzare le prerogative autonomistiche del Friuli-Venezia Giulia ed enfatizzarne la funzione internazionale», conclude Lodovico Sonego, dell’associazione Norberto Bobbio.</p> <p><br></p> <p><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/22/IncontroAutonomia-224f99ba.jpeg" alt=""></p> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2052-la-specialita-regionale-fra-crisi-economica-e-opportunita-venerdi-22-maggio-incontro-a-udine-promosso-da-il-passo-giusto-e-associazione-norberto-bobbio" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2052-la-specialita-regionale-fra-crisi-economica-e-opportunita-venerdi-22-maggio-incontro-a-udine-promosso-da-il-passo-giusto-e-associazione-norberto-bobbio</a></p>]]></content:encoded>
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<title>Dopo il TARAMOT ai furlans che crodin</title>
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<pubDate>Wed, 06 May 2026 13:55:33 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div id="template-T6QMVbgq#0"> <div> <div><picture><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/b9/lettera%20dopo%20il%20taramot-b9758a9b.png" loading="lazy" width="1086" height="788" alt=""></picture> <div></div> </div> </div> </div> <div> <p>Riportiamo per intero la Lettera scritta dai preti di Glesie Furlane l’11 maggio 1976. Ci sembra il modo migliore per commemorare quanto avvenne 50 anni fa, fuori da ogni retorica.</p> <p><b>Dopo il TARAMOT ai furlans che crodin </b></p> <p>I predis de Glesie Furlane</p> <p><i>Friûl, 11-5-1976</i></p> <p>Nô, predis de diocesi di Udin, o vin braure di jessi purission di cheste Glesie Furlane che in ogni moment de so storie martoriade si plèe fin par tiere ma no si creve e che ancje cuanche lis disgraciis a plombin di no spietalis, a si mostre simpri pronte al passač dal Signôr.</p> <p>O metin tes mans di Dịu chêi che àn cjatât il lor vinars Sant sot lis maseriis, ma biel che ur disin “mandi” a lôr, o savin che par nô che o sin ancjemò achi, il prin dovê al è chel di cjalâ indevant e di tornâ a meti in pins la nestre Patrie pe milesime volte.</p> <p>Cence cjapâ la volte a di nissun, ma par che sielte ch’o vin fate: di servî la nestre int no dome te muart, ma ancje pardut là che si celebre la vite so, o pensin, come presbiteri, di fâ rivâ lis nestris propuestis semplicis ma risoludis a duc’ chêi che disin di jessi a servissi dal Friûl. Chest cence volê puartâj vie il mistîr a di nissun.</p> <p><b>1)</b> - Il nestri popul no si è mai tirât indaûr tai confrons dal Stât Talian. A si è sacrificât in vuere, al è lât pal mont, al à strussiade la so vite, al à judât chêi plui biâts di lui. Cumò, te so disgracie nol domande né dûl, né caritât. Al crôt di vê dirit a un tratament compain che il Stât al à fat cun cheâtris. Né plui, né mancul.</p> <p><b>2)</b> - Cuanche il Stât al varà fate la so part, o pratindin di jessi nô Furlans a decidi di sielgi il mût di tornâ a meti in pins la nestre tiere come che la nestre sensibilitât e sperience di popul, ingrumade di secui, nus consearà miôr. A la cual o domandin che ce ch’a daràn no si pierdi tal furmiâr de burocrassie dal Stât e de Regjon, o ben passant traviers cjanai che nô no sintin come nestris. I Enz locâi, in prime rie i Comuns che nô o vin metût su liberamentri, en di jessi chêi che cjaparan in man cheste opare, in mût che i aiuts a rivin ’e int. Su di chest nol è di molâ gran.</p> <p><b>3)</b> - O pratindìn che i Partits a metin di bande speculasions e calcui politics, e che cjatin une union tal unic intendo di siervi il lor Popul. A lôr ur disin daurman che se ciraran di sfrutâ ancje cheste disgracie pai lor calcui o par procuraur ai Furians un’âtre umiliassion, come ch’al è stât sucedût in altrò, e cjataràn i predis furlans compats cuintri di lôr.</p> <p><b>4)</b> - Prime robe di fâ al è di cjatâ un sotet provisori par dute la int dongje dal lor paîs e des lor tieris. O vin un slac di casarmis. Come che in timp di vuere, i militars e àn vût il dirit di ocupâ lis cjasis de int, cussi, la int e à di podê jentrâ daurman tes casarmis, ch’and’è tantis, e grandonis, e chel ch’al vâl di plui, dongje dai paîs plui batûts. Chest al è ancjemò plui just, se si cjalin lis siervitûts militars che nus pesin ogni pît alčât.</p> <p><b>5)</b> - I Furians, forsit plui di une cjase stabil e comencin ža a domandâ di lavorâ. Rispuindi a di cheste voe di fâ e jè l’uniche maniere par dâj sperance te vite a di un Popul ch’al à simpri vût riguart di jessi mantignût. Il Stât che no si è mai pensât di meti sù une fabriche a partecipassion statâl tal Friûl storic, al podarà di che strade ancje parà jù un pecjât di omission.</p> <p><b>6)</b> - Simpri fevelant di ocupassion, o domandìn, in fuarce di une Regjon che si vante di jessi autonome e che no à fat ce che regjons cun mancul fuarce pulitiche e àn savût cumbinâ, che si cjapin provediments imediats, in forme di leč, par dâ in precedence asolude a ’e nestre int il puest di lavôr, massime tes scuelis, tai ufissis, e par dut là che il nestri Popul al à di cressi cu la so tipiche culture. Se al è stât just clamâ mestris e infermieris furlanis a viodi dai fruts e dai malâts intant dal taramot, no capîn parceche cheste robe sacrosante no ledi ben cuanche a jè finide la disgracie.</p> <p><b>7)</b> - I nestris paîs e àn di tornâ sù cun dute che ricjece di personalitât e caratarisasion che vevin. Al è di fonde rispietâ l’ambient naturâl, storic, etnologic de furlanìe, inibint dal dut barachis baracons e casarmons, che laressin di Diu par chêi che spiculin ancje sul mâl, ma che coparessin la spontaneitât e iripetibilitât dal vivi furlan. E varàn ancje di tegnî cont che la nestre int a vîf in buine part cu la campagne, e che sares snaturade e folpeade se la sierassin in condominis.</p> <p><b>8)</b> - Come predis, o vin viodût che la nestre int e à celebrât in chesc’ dîs la plui biele Messe de so storie, stant un dongje l’âtri e mostrant une fuarce morâl che nissun nol vares mai crodût. Cheste int e savarà cjapâ fuarce ancje cence une glesie di claps. Poben, o domandìn che passi dal dut in prime rie la preocupassion di tornâ a dâ un sotet dignitôs a si ogni famèe, scomenčant des plui puaris. Cul timp, se Di’orà si podarà ancje pensâ di tirâ sù cualchi glesie, che mostri ancje te so struture che il Signôr al è a stâ cun nô, cence maniis di grandece e monuments che no àn parintât né cul Signôr, né cui furlans.</p> <p><b>9)</b> - Chest flagjel nus à batûts ancje tun âtri fil de nestre anime, cuanche al à sdrumât monuments che jerin come libri viert de nestre storie. O podìn ancje spietâ, ma o volìn che chesc’ lucs sants e tornin in pins, parceche un popul al vîf ancje di ce ch’al sa mostrâ di sè a di chêi che vegnin dopo. Une robe e à di jessi clare: no si à plui di sacrificâ la vite dal omp pai monuments e pai museos. S’al covente, che si sielgin prime (e chi o intindîn riferîsi a une serie programassion, cun massime autoritât ai Comuns) puesc’ difarents, in mût che la vite di jêr no sedi un stralen pe vite di vuê.</p> <p><b>10)</b> - Par vie che l’omp nol vîf dome di pan, o tornìn a bati il claut de universitât autonime furlane, riconfermant l’impegni cjapât in Asemblèe. O denuncìn la banalitât e la disonestât dai cantins tirâts fûr in chesc’ dîs achî cuintri di chest sacrosant dirit. Chêi che àn fuarce pulitiche che sepin che cumò e àn un motif di plui e grâf, par mostrâ la lor muse cence fufignis. Nol è just žujâ cu la biade int. La universitât e fâs part de ricostrussion!</p> <p><b>11)</b> - La Glesie Furlane, cence jentrâ in cuncurince cun nissun, e met dute la so fuarce a servissi dal so Popul, e si batarà fin che tirarà flât par che vegnin ricognossûts i siei dirits cence cjalâ in muse nissun e riscjant come ch’al à simpri riscjât lui. Simpri par lui o metin a disposission ce che cui siei sudôrs e la so fede si veve rivât a fâ: seminari, cjasis parochials, ricreatoris e coloniis, e âtri che al coventas, vendint ancje robe di valôr.</p> <p>In chest spirit o proponin che duc’ i santuaris, ancje se no son sot la bachete dal vescul, ma che vivin cu lis ufiertis di cheste int tant provade, e passin dut ce che no ur covente par vivi, par judâ chêi che jù àn mantignûts fin cumò. Duc’ chêi che volaran vegnî ca di nô, e cjataràn la puarte vierte e la nestre disponibilitât in dut ce ch’o podìn. O incarichìn i nestris argains di Curie di formâ prin che si po un centro di coordinament par chestis robis, lassant di bande cumissions e ufissis diocesans che no coventin.</p> <p>Che il Signor al dêi la pâs ai vîfs e la requie ai biats muarts</p> <p><b>I predis de Glesie Furlane</b></p> <p><b>***</b></p> <p><b>Dopo il TERREMOTO ai friulani che credono</b></p> <p>I preti di Glesie Furlane</p> <p><i>Friuli, 11-5-1976</i></p> <p>Noi, preti della Diocesi di Udine, siamo orgogliosi di appartenere a questa Chiesa Friulana che in ogni momento della sua storia martoriata si piega fino a terra ma non si spezza e anche quando le calamità giungono inaspettate si mostra sempre pronta al passaggio del Signore.</p> <p>Coloro che hanno trovato il loro Venerdì Santo sotto le macerie sono nelle mani di Dio, ma mentre diciamo loro “arrivederci”, sappiamo che per noi, rimasti, il primo dovere è di guardare avanti e di ricostruire la nostra Patria per l’ennesima volta.</p> <p>Senza usurpare le funzioni di alcuno, ma per quella scelta che abbiamo fatto di porci al servizio del nostro Popolo non solo nella morte ma anche dovunque esso celebri la sua vita, pensiamo, come presbiterio, di far giungere le nostre proposte semplici ma risolute a tutti coloro che si dichiarano al servizio del Friuli. Questo nel rispetto delle rispettive funzioni.</p> <p><b>1)</b> - Il nostro Popolo ha sempre collaborato con la comunità italiana al benessere dello Stato. Si è sacrificato in guerra, ha emigrato, ha consumato la sua esistenza, ha aiutato coloro che erano indigenti più di lui. Adesso, nella sua disgrazia, non chiede né compassione né elemosina. Crede di avere diritto a un trattamento uguale a quello che lo Stato ha usato con gli altri. Né più né meno.</p> <p><b>2)</b> - Quando lo Stato avrà fatto il suo dovere, non possiamo rinunciare al diritto di essere noi Friulani a scegliere e decidere il modo di ricostruire la nostra terra secondo la nostra sensibilità e l’esperienza di popolo accumulata nei secoli. Conseguentemente chiediamo che quanto verrà devoluto a questo scopo non si perda nelle pastoie della burocrazia statale e regionale passando attraverso canali che noi non sentiamo nostri. Questo lavoro deve essere di competenza degli Enti Locali e primariamente dei Comuni, da noi liberamente eletti. Questo punto è irrinunciabile.</p> <p><b>3)</b> - I Partiti, per il loro stesso buon nome, sappiano superare speculazioni e calcoli politici e trovino una comunione nell’unico scopo di servire il loro popolo. Diciamo chiaramente ai politici che, qualora sfruttassero questa sventura per i loro calcoli e per umiliare il nostro popolo, come è successo altrove, troveranno il Clero friulano sempre pronto a denunciare apertamente questo gioco disonesto.</p> <p><b>4)</b> - Urge trovare alloggio provvisorio per le popolazioni in prossimità dei loro paesi e dei loro campi. Abbiamo una colluvie di caserme. Come in tempo di guerra i militari in momenti di emergenza, si sono sentiti in diritto di occupare le case dei civili, con lo stesso diritto ora la popolazione deve poter entrare subito in quelle caserme così numerose e costruite soprattutto in prossimità dei paesi più provati. Ciò è ancor più giusto se si tengono presenti le servitù militari che ci soffocano da ogni parte.</p> <p><b>5)</b> - I Friulani, forse prima di una dimora stabile, cominciano già a chiedere lavoro. Favorire questa volontà di azione è la maniera più valida per dare speranza nella vita a un popolo che ha sempre sentito come ripugnante l’essere di peso alla collettività. Lo Stato, che si è ben guardato dal costruire anche un solo complesso industriale a partecipazione statale nel Friuli Storico, potrà in tal modo farsi perdonare un peccato di omissione.</p> <p><b>6)</b> - Sempre in tema di occupazione, domandiamo in forza di una Regione che si proclama di essere autonoma e che non ha fatto ciò che Regioni con meno potere deliberante hanno saputo organizzare, che si prendano provvedimenti immediati con valore di legge per dare una precedenza assoluta alle nostre popolazioni nei posti di lavoro, soprattutto nelle Scuole, negli Uffici e dovunque il nostro popolo può esprimere la sua tipica cultura. Se si è sentita la necessità di richiedere maestre e infermiere friulane per assistere bambini e ammalati durante il terremoto, non comprendiamo perché questo sacrosanto principio non debba valere sempre.</p> <p><b>7)</b> - I nostri paesi dovranno rinascere con tutta la ricchezza di personalità, diversità e caratterizzazione di prima. È un dovere fondamentale rispettare l’ambiente naturale, storico, etnologico del Friuli escludendo assolutamente agglomerati stereotipi, economici quanto disumani, che sarebbero una manna per coloro che sfruttano anche le disgrazie, ma che ucciderebbero la spontaneità e la irripetibilità del vivere friulano. Si dovrà anche tener presente che la nostra gente vive in maniera rilevante con il lavoro dei campi e che sarebbe snaturata e depauperata se la incanalassimo in condomini.</p> <p><b>8)</b> - Come preti abbiamo assistito in questi giorni a una delle Messe più vere che il nostro popolo ha saputo celebrare nella sua storia attraverso l’aiuto vicendevole e dimostrando una forza morale che nessuno avrebbe sospettato. Questo popolo saprà trovare la sua forza anche senza templi manufatti. Ebbene, chiediamo che si procuri con priorità assoluta un alloggio dignitoso a ogni famiglia privilegiando le più povere. A Dio piacendo, in un secondo tempo, si potrà pensare alla costruzione di qualche chiesa che mostri anche nelle sue strutture che il Signore vive con noi, senza manie di grandezza, ben guardandoci da suntuosità e splendori inutili, che non hanno alcuna relazione né con Dio né con i Friulani.</p> <p><b>9)</b> - La catastrofe ci ha colpiti anche in un altro punto intimo della nostra anima quando ha ridotto in macerie dei monumenti che erano come un libro aperto della nostra storia. Possiamo anche attendere, ma vogliamo che questi luoghi sacri vengano riedificati perché un popolo vive di ciò che sa mostrare di sé alle generazioni future. È chiaro che non si dovrà sacrificare gli uomini ai monumenti e ai musei. Se occorre si scelgano prima (e qui intendiamo riferirci a una seria programmazione con massima autorità lasciata ai Comuni) luoghi specifici in modo che la vita di ieri non sia un intralcio alla vita di oggi.</p> <p><b>10)</b> - Poiché l’uomo non vive solo di pane, ribadiamo con maggior forza l’impegno preso in Assemblea per l’Università friulana. Denunciamo come banali e disoneste le remore avanzate in questi giorni contro questo diritto irrinunciabile. Coloro che godono di forza politica sappiano che ora hanno un motivo di più e grave per chiarire a questo riguardo le loro posizioni. E non si continui a barare. L’Università è parte integrante della ricostruzione.</p> <p><b>11)</b> - La Chiesa Friulana, senza invadere le specificità delle competenze, intende offrire tutta la sua forza per servire il suo popolo ed è decisa a lottare fino in fondo perché vengano riconosciuti i suoi diritti facendosi parte esponente come essa ha sempre fatto. Sempre per il popolo mettiamo a disposizione ciò che abbiamo potuto realizzare con il suo sudore e la sua fede: Seminario, case parrocchiali, ricreatori, colonie e tutto ciò che è necessario, disposti anche a vendere oggetti di valore.</p> <p>In questo spirito proponiamo che tutti i Santuari, anche se esenti dalla giurisdizione del Vescovo, ma che vivono con le offerte di questa gente così duramente provata, devolvano ciò che non è strettamente necessario alla loro sopravvivenza per aiutare coloro che li hanno finanziati a tutt’oggi. Tutti coloro che vorranno rivolgersi a noi troveranno la porta aperta e la piena disponibilità nel limite consentitoci. Diamo mandato ai nostri organi di Curia di formare quanto prima un centro di coordinamento per queste iniziative in luogo di Commissioni e Uffici che stimiamo inutili.</p> <p>Il Signore conceda conforto a quelli che soffrono e ai morti la pace.</p> <p><b>I preti di Glesie Furlane</b></p> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2044-dopo-il-taramot-ai-furlans-che-crodin" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2044-dopo-il-taramot-ai-furlans-che-crodin</a></p> </div>]]></content:encoded>
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<title>25 aprile, il Patto per l’Autonomia organizza a Trieste prima del corteo l’incontro “Liberarsi dalle fonti fossili”</title>
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<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:16:54 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div id="template-T6QMVbgq#0"> <div> <div> <div><picture><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/ca/25aprile-ca3a5eeb.jpeg" loading="lazy" width="960" height="502" alt=""></picture> <div> <div> <div></div> </div> </div> </div> </div> </div> </div> <div> <p><b>In occasione del 25 aprile, all’interno del percorso di “Territori in Movimento”, la scuola di politica senza poltrone, si terrà l’incontro pubblico “Liberarsi dalle fonti fossili: tutte le energie del mondo”, con Gianluca Ruggieri, Presidente della cooperativa di energia rinnovabile ènostra e divulgatore scientifico</b>. In questi tempi di grave crisi energetica, un momento di confronto aperto alla cittadinanza sul rapporto tra energia, democrazia e autonomia.</p> <p><b>L’appuntamento è per domani, sabato 25 aprile, in piazza Puecher a Trieste:</b> dopo un incontro sulla ciclabile Cottur insieme al Comitato Maddalena Vive e al Coordinatore del Comitato NO ovovia William Starc, alle 13.30 è previsto un pranzo condiviso, seguito alle 14.30 dalla presentazione del libro “Le energie del mondo” (Laterza) e dal dibattito. A seguire, le partecipanti e i partecipanti si uniranno al corteo del Comitato 25 aprile.</p> <p>Interverranno Gianluca Ruggieri, presidente di ènostra; Marco Slavich, coordinatore dell’assemblea ambiente di Adesso Trieste; Emilio Gottardo, referente per l’energia e le comunità energetiche di Legambiente FVG; Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia - Civica FVG.</p> <p>Gianluca Ruggieri è docente di Fisica Tecnica Ambientale all'Università dell’Insubria, esperto di energia sostenibile, democrazia energetica e transizione ecologica. Impegnato nella formazione e nella divulgazione, è tra i soci fondatori di ènostra (fornitore cooperativo di energia elettrica rinnovabile, sostenibile, etica). Ha recentemente pubblicato “Le energie del mondo. Fossile, nucleare, rinnovabile: cosa dobbiamo sapere” Laterza 2025. Co-autore di diversi volumi per Altreconomia edizioni: “La vita dopo il petrolio”, “L’energia che ho in mente”, “Civiltà solare” e “Come si fa una comunità energetica” strumento fondamentale per una transizione partecipata e sostenibile. Con Massimo Acanfora ha inoltre curato “Che cos’è la transizione ecologica - Clima, ambiente, disuguaglianze sociali”.</p> <p><b>L’iniziativa propone una riflessione attuale sul significato della parola “liberazione”, mettendo al centro il tema dell’energia.</b> «Le fonti fossili non rappresentano solo una criticità ambientale – spiegano le promotrici e i promotori –, ma sono anche uno dei nodi delle tensioni geopolitiche contemporanee: la dipendenza da petrolio e gas alimenta conflitti, rafforza regimi autoritari e limita l’autonomia dei territori». In questo quadro, la transizione verso le energie rinnovabili e lo sviluppo delle comunità energetiche vengono proposte non solo come soluzioni tecniche, ma come strumenti concreti di democrazia, partecipazione e autodeterminazione. «Liberarsi dalle fonti fossili – sottolineano – significa attualizzare i valori della Resistenza: costruire alternative più giuste, sostenibili e libere da ricatti».</p> <p>L’incontro si inserisce nel programma della scuola di politica in cammino “Territori in Movimento”, che è partita da Aurisina ieri (23 aprile, ndr) e arriverà a Muggia domenica 26 aprile, attraversando il Carso e Trieste con momenti di formazione, confronto e partecipazione su temi cruciali per il futuro dei nostri territori e dell’Europa: overtourism e migrazioni; produzione e distribuzione di cibo ed energia; porti, trasporto marittimo e infrastrutture logistiche; partecipazione pubblica alle decisioni riguardanti le grande infrastrutture; iniziative di tutela ambientale transfrontaliera.</p> <p>È possibile partecipare anche a singoli eventi o tappe del percorso. Tutte le informazioni e il programma completo sono disponibili al link: <a href="https://ilpassogiusto.eu/territorinmovimento/" target="_blank" rel="noopener external">https://ilpassogiusto.eu/<wbr>territorinmovimento/</a></p> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2041-25-aprile-il-patto-per-lautonomia-organizza-a-trieste-prima-del-corteo-lincontro-liberarsi-dalle-fonti-fossili" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2041-25-aprile-il-patto-per-lautonomia-organizza-a-trieste-prima-del-corteo-lincontro-liberarsi-dalle-fonti-fossili</a></p> </div>]]></content:encoded>
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<title>Presentazione del libro “Il turismo che non paga” con l’autrice Cristina Nadotti</title>
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<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 18:38:19 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div id="template-T6QMVbgq#0"> <div> <div><picture><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/e6/LocandinaTrieste-e6e54722.jpeg" loading="lazy" width="1200" height="628" alt=""></picture></div> <div><b>Appuntamento a Trieste domani, mercoledì 22 aprile, alle ore 18, alla libreria Lovat</b></div> </div> </div> <div> <p><br></p> <p>La terza e ultima tappa del ciclo di incontri dedicati a uno dei temi più urgenti e controversi del nostro tempo, il turismo e il suo impatto sui territori, arriva a Trieste. L’appuntamento pubblico è per domani, <b>mercoledì 22 aprile, alle ore 18, alla libreria Lovat</b> di Viale XX Settembre 11, con la <b>presentazione del libro <i>Il turismo che non paga</i> della giornalista Cristina Nadotti,</b> pubblicato da Edizioni Ambiente e in collaborazione con il Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste.</p> <p>«Arriveremo anche noi a sparare acqua sui turisti? Naturalmente si tratta di una provocazione – spiega Elia Mioni, direttore de Il Passo Giusto, che promuove l’incontro insieme al Patto per l’Autonomia nel contesto di “Territori in Movimento” e in collaborazione con Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste –, ma restituisce bene il livello di tensione e urgenza che il tema del turismo sta assumendo anche nei nostri territori. Negli ultimi anni, infatti, il turismo si è affermato come una delle industrie più contraddittorie, capace di generare ricchezza, ma anche di amplificare disuguaglianze, pressione abitativa, precarietà lavorativa e impatti ambientali. Un fenomeno che attraversa e ridefinisce questioni centrali come il diritto alla casa, la qualità del lavoro, la sostenibilità e il modello di sviluppo».</p> <p>«Parlare di turismo oggi – aggiunge Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia, che dialogherà con l’autrice – significa interrogarsi su che tipo di territori vogliamo costruire, su quali alternative possiamo immaginare per renderli più giusti, e su quali politiche mettere in campo per arrivarci. A Trieste il dibattito sta esplodendo e le contraddizioni sono sempre più evidenti: è necessario gestire il fenomeno prima di esserne travolti».</p> <p>L’incontro di Trieste segue i due precedenti appuntamenti regionali di Pordenone e Udine, e dà il via alla scuola di politica in cammino “Territori in Movimento”, che si svolgerà tra Aurisina e Muggia dal 23 al 26 aprile.</p> <p>Informazioni e programma sul sito:<a href="https://ilpassogiusto.eu/territorinmovimento" target="_blank" rel="noopener external"> https://ilpassogiusto.eu/territorinmovimento</a>/</p> </div> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2039-presentazione-del-libro-il-turismo-che-non-paga-con-lautrice-cristina-nadotti" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2039-presentazione-del-libro-il-turismo-che-non-paga-con-lautrice-cristina-nadotti</a></p>]]></content:encoded>
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<title>“Territori in Movimento”: al via la scuola di politica in cammino, tra partecipazione, ambiente e territori di confine</title>
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<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:39:45 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/a1/LocandinaTerritoriinMovimento-a1951287.jpeg" alt=""></p> <p align="center"><b>Dal 22 al 26 aprile, da Aurisina a Punta Olmi, percorso a tappe</b></p> <p align="center"><b>con incontri pubblici e momenti di formazione politica</b></p> <p>Prende il via “Territori in Movimento”, l’iniziativa che dal 22 al 26 aprile attraverserà i territori di confine del Friuli-Venezia Giulia con un percorso itinerante in cammino, tra incontri pubblici e momenti di formazione politica, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza civica e il protagonismo nei processi decisionali locali.</p> <p>L’obiettivo è ambizioso, ma concreto: riportare la politica nei luoghi e tra le persone, costruendo spazi di confronto diretto sui grandi temi che attraversano le comunità locali ed europee, dalla transizione ecologica alla giustizia sociale, fino al ruolo dei territori di confine come laboratori di convivenza e cooperazione.</p> <p>«Abbiamo bisogno di nuove forme di partecipazione – spiega Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia –, capaci di uscire dai luoghi tradizionali della politica e di rimettere al centro l’esperienza concreta dei territori. “Territori in Movimento” nasce proprio con questo spirito: camminare insieme per capire meglio le trasformazioni in corso e costruire risposte collettive».</p> <p>«Questa iniziativa, insieme alla rivista online <i>Il Passo Giusto,</i> rappresenta un’azione fondamentale nel percorso di consolidamento del nostro partito - aggiunge Massimo Moretuzzo, segretario del Patto per l’Autonomia e consigliere regionale -. Crediamo sia importante trovare momenti di formazione e approfondimento e crediamo sia importante farlo con modalità innovative e partecipate».</p> <p>Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio di Slow Food Italia, è organizzato dal Patto per l’Autonomia insieme all’European Free Alliance, Forum Disuguaglianze e Diversità, Ti Candido, Adesso Trieste, Spazio Muggia, Arci GONG, Forum Gorizia.</p> <p>Il programma prevede un calendario di tappe da Aurisina a Punta Olmi, passando per Opicina, Trieste e Muggia, con il coinvolgimento di realtà associative, amministratrici e amministratori locali, esperti ed esperte. Attraverso il cammino e l’ascolto dei territori, l’iniziativa intende mettere in relazione cittadinanza, istituzioni e società civile, sperimentando forme di dialogo più accessibili e orizzontali.</p> <p>Particolare attenzione sarà dedicata ai temi della sostenibilità ambientale, della gestione delle infrastrutture, delle economie locali e della valorizzazione delle identità linguistiche e culturali, in un contesto – quello del confine – che rappresenta oggi uno snodo cruciale per le politiche europee. L’iniziativa si inserisce in una prospettiva europea e mira a rafforzare il legame tra esperienze locali e grandi sfide comuni, contribuendo a costruire una cittadinanza più informata e attiva.</p> <p>Ogni sera è previsto un incontro pubblico aperto alla cittadinanza. Il via verrà dato mercoledì 22 aprile, alle ore 18 a Trieste, alla libreria Lovat, con la presentazione del libro<i> Il turismo che non paga</i>, alla presenza dell’autrice, la giornalista Cristina Nadotti, che camminerà poi con il gruppo come tutor. Il giorno seguente, giovedì 23 aprile, a Sagrado del Carso, alle ore 18, all’Agriturismo Milic, si parlerà di prospettive di valorizzazione delle aree interne che guardino oltre allo sfruttamento turistico. Venerdì 24 aprile, alle ore 18, al bar Knulp di Trieste, è invece prevista la festa della rivista <i>Il Passo Giusto</i>, che ha superato i 50 numeri, alla presenza delle tante autrici e autori che hanno contribuito alla costruzione di dialogo politico sulle sue pagine. Sabato 25 aprile, alle 14.30, dopo un pranzo condiviso in piazza Puecher, si terrà un incontro sul tema dell’energia, alla presenza del Presidente della Cooperativa “è nostra” Gianluca Ruggieri che presenterà il suo libro <i>Tutte le energie del mondo</i>; il gruppo si unirà poi al corteo del Comitato 25 aprile. La giornata conclusiva – domenica 26 aprile – prevede, oltre a una degustazione in un presidio Slow Food a Dolina la mattina alla presenza della Presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, l’arrivo a Muggia, dove, alle ore 17, insieme al Comitato Salviamo Punta Olmi e a Spazio Muggia si dialogherà su come lottare per difendere e valorizzare il territorio, oltre i confini.</p> <p>Si può prendere parte anche a singole tappe o iniziative. Tutte le informazioni e il programma completo sono disponibili qui:</p> <p><a href="https://ilpassogiusto.eu/territorinmovimento/" target="_blank" rel="noopener external">https://ilpassogiusto.eu/<wbr>territorinmovimento/</a></p> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2037-territori-in-movimento-al-via-la-scuola-di-politica-in-cammino-tra-partecipazione-ambiente-e-territori-di-confine" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2037-territori-in-movimento-al-via-la-scuola-di-politica-in-cammino-tra-partecipazione-ambiente-e-territori-di-confine</a></p>]]></content:encoded>
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<title>“Il turismo che non paga”, con Cristina Nadotti: dibattito a Udine</title>
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<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 22:42:44 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div id="template-T6QMVbgq#0"> <div> <div><picture><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/93/FedericoPirone-93a1934d.jpeg" loading="lazy" width="832" height="1280" alt=""></picture> <div></div> </div> </div> </div> <div> <p align="center"><b>Appuntamento martedì 21 aprile, alle ore 18,</b> <b>alle Librerie.coop Friuli</b></p> <p>Udine, 18 aprile 2026 | La seconda tappa del ciclo di incontri dedicati a uno dei temi più urgenti e controversi del nostro tempo, il turismo e il suo impatto sui territori, arriva a Udine. L’appuntamento è per martedì 21 aprile, alle ore 18, alle Librerie.coop Friuli di via dei Rizzani 1/3, con la presentazione del libro <i>Il turismo che non paga</i> della giornalista Cristina Nadotti, pubblicato da Edizioni Ambiente.</p> <p>La presentazione, a ingresso libero, sarà introdotta da Federico Pirone, componente del Consiglio direttivo del Patto per l’Autonomia, e moderata dal giornalista Walter Tomada.</p> <p>«Il tema del turismo sta mostrando con sempre maggiore evidenza quanto possa incidere sull’equilibrio sociale, economico e ambientale dei luoghi – afferma Pirone –. Accanto alle opportunità che genera, emergono, infatti, criticità: dalla pressione sugli alloggi alla qualità del lavoro, alla sostenibilità. Riflettere oggi sul turismo significa chiedersi quale futuro immaginiamo per i nostri territori e quali scelte collettive siano necessarie per non alimentare nuove forme di disuguaglianza, quali azioni intraprendere per guidare un cambiamento capace di migliorare la vita delle persone e rispettare la terra dove viviamo».</p> <p>L’incontro di Udine segue quello di Pordenone, come secondo dei tre appuntamenti regionali che si concluderanno mercoledì 22 aprile a Trieste, coinvolgendo realtà associative e spazi culturali del territorio e che daranno poi il via alla scuola di politica in cammino “Territori in movimento”, che si svolgerà tra Aurisina e Muggia dal 23 al 26 aprile.</p> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2036-il-turismo-che-non-paga-con-cristina-nadotti-dibattito-a-udine" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2036-il-turismo-che-non-paga-con-cristina-nadotti-dibattito-a-udine</a></p> </div>]]></content:encoded>
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<title>Crisi energetica: serve una Regione protagonista, non spettatrice</title>
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<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 22:32:59 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div> <div>Crisi energetica: serve una Regione protagonista, non spettatrice</div> </div> <div> <div>In queste settimane non si è fatto altro che parlare dell’impennata dei costi dell’energia, con effetti concreti sulla vita quotidiana: povertà energetica e di mobilità, aumento del costo della vita, nuove disuguaglianze. Una situazione che rischia di colpire duramente famiglie, imprese e servizi pubblici.</div> </div> <div> <div>Per questo abbiamo presentato un’interrogazione e depositato una mozione: servono misure urgenti, ma anche una visione chiara per il futuro.</div> </div> <div> <div><img height="16" width="16" alt="👉" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t51/1/16/1f449.png"> Nell’immediato:</div> <div><img height="16" width="16" alt="✅" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t33/1/16/2705.png">rafforzare gli aiuti sociali per chi è più esposto</div> <div><img height="16" width="16" alt="✅" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t33/1/16/2705.png">sostenere imprese e servizi pubblici</div> <div><img height="16" width="16" alt="✅" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t33/1/16/2705.png">incentivare il trasporto pubblico locale</div> <div><img height="16" width="16" alt="✅" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t33/1/16/2705.png">fare delle campagne per condividere passaggi in auto, limitare tutti i trasferimenti non necessari, usare mezzi di mobilità e micromobilità elettrici</div> <div><img height="16" width="16" alt="✅" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t33/1/16/2705.png"> limitare la velocità dei veicoli (fa bene anche alla sicurezza!)</div> </div> <div> <div><img height="16" width="16" alt="⚠️" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tdc/1/16/26a0.png"> Ma non basta tamponare l’emergenza, bisogna accelerare davvero la transizione:</div> <div><img height="16" width="16" alt="🎯" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tb0/1/16/1f3af.png"> comunità energetiche e autoconsumo da rinnovabili</div> <div><img height="16" width="16" alt="🎯" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tb0/1/16/1f3af.png"> indipendenza dai combustibili fossili</div> <div><img height="16" width="16" alt="🎯" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tb0/1/16/1f3af.png"> una pianificazione regionale più coraggiosa</div> </div> <div> <div>Altrove si agisce: in Slovenia, ad esempio, si è scelto di rendere temporaneamente gratuiti gli autobus, la Francia ha annunciato 10 miliardi per l'elettrificazione. Qui invece si parla di possibili aumenti delle tariffe del trasporto pubblico e si cerca di contrattare per ottenere altro petrolio.</div> </div> <div> <div>La risposta della Regione? "Siamo osservatori, aspettiamo di vedere quello che succede". Ma la Regione può e dovrebbe essere protagonista del cambiamento, non stare alla finestra!</div> </div> <div> <div>Questa è una fase in cui bisogna trasformare la crisi in un’occasione per cambiare davvero. Aspettare significa aggravare il problema. Agire ora significa costruire un futuro più giusto, sostenibile e anche più conveniente per tutte e tutti.</div> <div></div> <div><a href="https://republics.blog/uploads/posts/2026-04/672328999_1227431749471235_197577154095322305_n.jpg" class="highslide"><img src="https://republics.blog/uploads/posts/2026-04/medium/672328999_1227431749471235_197577154095322305_n.jpg" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;" alt=""></a></div> <div></div> <div><a href="https://www.facebook.com/pattoperlautonomia/posts/pfbid0ReSZEyttfZXLCzMKPvfmj1P7CUe7U3nTffiNaFXh4BU35b6Kr1PmwfC1gqe1ZTQcl?__cft__" rel="external noopener">https://www.facebook.com/pattoperlautonomia/posts/pfbid0ReSZEyttfZXLCzMKPvfmj1P7CUe7U3nTffiNaFXh4BU35b6Kr1PmwfC1gqe1ZTQcl</a></div> </div>]]></content:encoded>
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<title>Ascensore del castello di Gorizia. Moretuzzo e Sartori chiedono chiarimenti sui ritardi, sulle autorizzazioni e sulla sicurezza dell’area</title>
<link>https://republics.blog/1010-ascensore-del-castello-di-gorizia-moretuzzo-e-sartori-chiedono-chiarimenti-sui-ritardi-sulle-autorizzazioni-e-sulla-sicurezza-dellarea.html</link>
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<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:44:46 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<div id="template-T6QMVbgq#0"> <div> <div> <div><picture><img src="https://www.pattoperlautonomia.eu/templates/yootheme/cache/d9/EleonoraSartori-d9ce2b15.jpeg" loading="lazy" width="1355" height="1489" alt=""></picture> <div> <div> <div><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/images/EleonoraSartori.jpg" role="button" rel="external noopener">zoom</a></div> </div> </div> </div> </div> </div> </div> <div> <p align="center"><b>Depositata una interrogazione alla Giunta regionale</b></p> <p>«A ventisei anni dall’avvio del progetto per la realizzazione dell’ascensore del Castello di Gorizia, l’impianto risulta completato, ma non ancora aperto al pubblico. Nonostante i lavori siano terminati da tempo e l’opera fosse stata indicata come uno degli interventi simbolo in vista di GO!2025, l’ascensore non è stato inaugurato né reso fruibile. L’opera risulta in attesa dell’autorizzazione regionale all’esercizio, nonostante i collaudi siano stati eseguiti e il servizio di gestione sia già stato affidato, finanziato con fondi PNRR. Nel frattempo sono emerse segnalazioni da parte dei cittadini su possibili criticità strutturali del colle, mentre il nuovo percorso pedonale dalla Galleria Bombi al Castello è stato reso fruibile solo nei giorni scorsi e verosimilmente destinato a un’inaugurazione congiunta con l’ascensore». A evidenziare i ritardi sulle autorizzazioni e sulla sicurezza dell’area sono il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG Massimo Moretuzzo e la consigliera comunale di “NOI MI NOALTRIS GO!” a Gorizia Eleonora Sartori.</p> <p>«L’assessora ai Lavori pubblici del Comune di Gorizia ha dichiarato che l’ascensore è funzionante, ma che manca ancora un documento necessario al completamento dell’iter autorizzativo. A distanza di mesi, tale autorizzazione non risulta ancora rilasciata e le interlocuzioni tra Comune e Regione sono tuttora in corso. La gestione dell’impianto – sottolinea Sartori – è inoltre finanziata anche tramite fondi PNRR, che prevedono scadenze stringenti per la rendicontazione fissate al 30 giugno. Nel 2023, infatti, è stato affidato il servizio di gestione e manutenzione dell’impianto, ma la mancata apertura continua a generare incertezza. Dopo così tanti anni, non ci si può non chiedere se vi siano le condizioni, dal punto di vista normativo, per l’avvio dell’impianto che dopo 26 anni risulta essere già vecchio».</p> <p>Alla luce di questi elementi, Moretuzzo ha depositato una interrogazione nella quale chiede alla Giunta regionale di chiarire quali azioni restino necessarie per autorizzare l’impianto, quali siano le tempistiche previste e quali le ragioni del prolungato ritardo; se le scadenze del PNRR siano a rischio e quali eventuali conseguenze economiche o amministrative potrebbero derivarne, nonché se la Regione intenda intervenire con risorse proprie qualora si rendesse necessario; se siano state avviate verifiche sulle segnalazioni di cedimenti e quali esiti abbiano prodotto; quali misure si intendano adottare per garantire l’apertura dell’ascensore e la sicurezza dell’area.</p> <p><a href="https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2030-ascensore-del-castello-di-gorizia-moretuzzo-e-sartori-chiedono-chiarimenti-sui-ritardi-sulle-autorizzazioni-e-sulla-sicurezza-dellarea" rel="external noopener">https://www.pattoperlautonomia.eu/tutte-le-notizie/2030-ascensore-del-castello-di-gorizia-moretuzzo-e-sartori-chiedono-chiarimenti-sui-ritardi-sulle-autorizzazioni-e-sulla-sicurezza-dellarea</a></p> </div>]]></content:encoded>
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